Il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) ha annunciato l’aumento dei contributi ambientali per gli imballaggi in alluminio, carta e plastica. L’aumento, che entrerà in vigore a partire dal 1° aprile 2024, è stato deciso per far fronte all’aumento dei costi dei rifiuti di imballaggio, che negli ultimi mesi è stato in costante crescita.
Cosa è il contributo ?
Il CAC rappresenta la forma di finanziamento con cui CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per gli oneri della raccolta differenziata, per il riciclo e per il recupero dei rifiuti di imballaggi.
Chi deve versarlo?
Il contributo è dovuto:
• dalle aziende produttrici o importatrici di imballaggi, quando l’imballaggio finito viene venduto al primo utilizzatore (anche un commerciante o distributore);
• dalle aziende produttrici di materia prima quando quest’ ultima viene ceduta a un utilizzatore “auto-produttore”, ossia a chi fabbrica l’imballaggio e lo riempie.
Sono inoltre tenuti al pagamento del contributo anche i materiali di imballaggio e gli imballaggi acquistati all’estero (sia UE che extra UE) in quanto il loro utilizzo darà luogo a rifiuti sul territorio nazionale.
In particolare, il contributo per gli imballaggi in plastica aumenterà da 294 euro/tonnellata a 398 euro/tonnellata.
Questo aumento è dovuto a una serie di fattori, tra cui:
• L’ aumento dei costi dei materiali da imballaggio, come la plastica e la carta.
• L’ aumento dei costi di raccolta e trasporto dei rifiuti di imballaggio.
• L’ aumento dei costi di trattamento e riciclo dei rifiuti di imballaggio.
• L’ aumento dei contributi ambientali è un segnale importante per il futuro del riciclo in Italia.
Consentirà ai Consorzi di continuare a investire nelle attività di raccolta, trasporto, trattamento e riciclo dei rifiuti di imballaggio, contribuendo così a migliorare la sostenibilità ambientale del nostro Paese.
In particolare, i fondi derivanti dall’aumento dei contributi ambientali saranno utilizzati per:
Come sono divisi gli imballaggi?
È stata fatta una distinzione tra le soluzioni di imballaggio selezionate e riciclate, dividendoli per fascia, le nove fasce contributive sono:
FASCIA A – Imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito “Commercio & Industria”
FASCIA B1 – Imballaggi da circuito “Domestico” con una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata
FASCIA B2 – Altri imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito “Domestico”
FASCIA C – Imballaggi non selezionabili/riciclabili allo stato delle tecnologie attuali
La FASCIA A1 è stata divisa in due: A1.1 e A1.2, per separare gli articoli sui quali COREPLA riconosce un corrispettivo per le attività di rigenerazione e riciclo (fusti e cisternette IBC, che rientrano in fascia A1.2);
La FASCIA A2 – Imballaggi flessibili con una filiera industriale di selezione e riciclo efficace e consolidata, in prevalenza da C&I ma significativamente presenti in raccolta differenziata urbana.
La FASCIA B1 è stata segmentata in B1.1 e B1.2, con l’obiettivo di separare gli articoli in PET (in B1.2) dagli articoli in HDPE (in B1.1); i tappi in plastica tethered(*) riferiti ai cartoni per liquidi (CPL) sono FASCIA B1.1
I tappi in HDPE riferiti a bottiglie e flaconi sono alla FASCIA B1.1 (20,00 €/t);
I tappi in PP se utilizzati per contenitori di FASCIA B2.1 sono FASCIA B2.1 (350,00 €/t).
La FASCIA B2 è stata divisa in tre fasce. I contenitori rigidi in polipropilene rientrano in B2.1, gli articoli riciclabili a base poliolefina in B2.2. La fascia B2.3 è nata invece per accogliere quegli imballaggi con filiere di riciclo sperimentali e in consolidamento, che escono così dalla FASCIA C;
Ecco i valori dei CAC dal 2024 per le plastiche in sintesi:
Fasce | CAC in vigore dal secondo semestre 2023(euro/tonnellata) | CAC da aprile 2024 (euro/tonnellata) |
A1.1 | 20 | 24 |
A1.2 | 90 | 90 |
A2 | 220 | 220 |
B1.1 | 20 | 224 |
B1.2 | 20 | 233 |
B2.1 | 350 | 441 |
B2.2 | 477 | 589 |
B2.3 | 555 | 650 |
C | 560 | 655 |

